Tre giorni nel Monferrato in Vespa

Questo piccolo tour di tre giorni è un po’ diverso dal solito: siamo partiti da casa a cavallo di “Bianca”, una Vespa GTS 125 nuova, ritirata appena due mesi fa.
In questo giro visiteremo la zona del Monferrato, percorrendo in tre giorni circa 300 chilometri. Viaggiare in Vespa è tutta un’altra filosofia di viaggio: è un viaggio lento, che ti permette di assaporare la strada, il panorama e i borghi che attraversi.


Abbiamo pensato al Monferrato e alle sue strade che, curva dopo curva, attraversano dolci colline tappezzate di vigneti e prati.
Partiamo da Torino e, lasciata la zona di Gassino, la strada comincia a salire dolcemente tra le colline e i vigneti del Monferrato. La nostra prima tappa è Cinzano, piccolo paese arroccato sulle colline torinesi, a poco più di 20 chilometri da Torino.

Il centro è raccolto attorno alla chiesa parrocchiale e al castello, oggi di proprietà privata, che domina il paese dall’alto. Ma più che per i suoi monumenti, Cinzano merita una sosta per il contesto in cui si trova: strade tranquille, colline coltivate a vite e panorami che si aprono continuamente sulla campagna circostante.
Arrivare qui in Vespa è proprio il modo che ci piace: pochi chilometri, curve piacevoli e nessuna fretta, con la possibilità di fermarsi ogni tanto a guardare il paesaggio.
Da Cinzano proseguiamo verso Moncucco Torinese, attraversando una campagna che diventa sempre più collinare, tra vigneti, boschi e piccoli borghi.

Da Moncucco proseguiamo verso Albugnano, dove ci aspetta una delle tappe che più ci incuriosiscono di questo tour: l’Abbazia di Vezzolano.
Immersa nel verde delle colline, l’abbazia è lontana dal rumore delle strade e circondata dalla campagna. Ci prendiamo il tempo per visitarla con calma, lasciando per un po’ la Vespa e il viaggio fuori dalla porta.
Entriamo nell’abbazia e ci troviamo subito all’interno della chiesa. Da qui si passa al chiostro, tra colonne, capitelli scolpiti e antichi affreschi. È una visita che ci permette di rallentare ancora di più il ritmo del nostro viaggio.

Dopo la visita all’Abbazia di Vezzolano torniamo in sella a Bianca, e raggiungiamo Albugnano, piccolo paese adagiato sulla sommità di una delle colline più alte di questa zona.
È conosciuto come il “balcone del Monferrato” e basta arrivare nei pressi del centro per capire il motivo: da qui si può ammirare un panorama molto ampio, fatto di colline, vigneti, boschi e piccoli paesi disseminati nella campagna piemontese.
Passeggiando per il paese arriviamo al Parco della Rimembranza. All’interno del parco troviamo una terrazza panoramica dalla quale si apre una bella vista sulle colline del Monferrato.
Ma il parco custodisce anche un’altra storia. Lungo il percorso sono presenti numerose targhe con i nomi dei caduti, un omaggio ai soldati che persero la vita durante le guerre, molti dei quali giovanissimi.

Lasciato Albugnano, riprendiamo la strada verso Pino d’Asti e attraversiamo Castelnuovo Don Bosco. Il paese è conosciuto soprattutto per essere il luogo natale di San Giovanni Bosco, sacerdote ed educatore piemontese, fondatore dei Salesiani.
Castelnuovo conserva un centro storico raccolto, con le sue vie, le piazze e alcuni edifici storici che ricordano il passato del paese. A dominare il panorama è la zona del castello, mentre poco fuori dal centro si trova la Casa natale di Don Bosco, oggi meta di pellegrinaggi e visite.

Ancora qualche curva tra i vigneti e le colline e finalmente raggiungiamo il piccolo borgo di Pino d’Asti, dove ci aspetta il nostro piccolo appartamento per la notte.

Quando giriamo in Vespa per più giorni, soprattutto dormendo ogni sera in un posto diverso, è impensabile fare la spesa e cucinare in appartamento. Anche perché, se avanza qualcosa, non possiamo certo portarci dietro tutto il giorno successivo.
Le alternative sono quindi due: mangiare fuori, scelta sicuramente più dispendiosa, oppure comprare qualcosa di pronto da scaldare, soluzione molto più economica e pratica.
La mattina successiva lasciamo la tranquillità di Pino d’Asti e ci dirigiamo verso Cocconato, una delle località più conosciute di questa parte del Monferrato.
Arriviamo però in una giornata particolare: è domenica 6 settembre e il paese è nel pieno di Cocco…Wine, manifestazione giunta alla sua venticinquesima edizione.
Per l’occasione, le vie e le piazze del centro storico sono animate da cantine, banchi d’assaggio di prodotti tipici e proposte gastronomiche. Più che la tranquillità delle sue colline, troviamo un paese pieno di vita, profumi e sapori del territorio: un Cocconato completamente diverso dal solito.

Da Cocconato riprendiamo la nostra strada e raggiungiamo Montiglio Monferrato, altro piccolo borgo arroccato sulle colline astigiane.
Il paese è raccolto intorno al suo antico castello medievale, che ancora oggi caratterizza il profilo di Montiglio.

Lasciato Montiglio, proseguiamo il nostro giro tra le colline del Monferrato e arriviamo a Grazzano Badoglio.
Qui non ci fermiamo a lungo: il nostro passaggio è soprattutto l’occasione per attraversare un altro di quei piccoli borghi sulle colline astigiane che, anche solo visti dalla strada, sono molto caratteristici.

Da Grazzano Badoglio proseguiamo verso Cella Monte, uno dei borghi che più ci fanno sentire nel cuore del Monferrato.
Il paese, come molti altri in questa zona, è circondato da vigneti e colline e conserva un’architettura molto particolare, legata alla pietra da cantoni, una caratteristica pietra calcarenitica tipica di questa zona. La si ritrova nelle facciate delle abitazioni, nei muri e soprattutto nelle antiche cantine scavate direttamente nella collina.
Sono gli “infernot”, uno degli elementi più curiosi di Cella Monte: piccoli ambienti sotterranei ricavati nella pietra e utilizzati tradizionalmente per conservare il vino. Gli infernot sono una delle caratteristiche che hanno contribuito al riconoscimento UNESCO dei Paesaggi vitivinicoli del Piemonte.

Lasciata Cella Monte, continuiamo il nostro percorso fino a Rosignano Monferrato, un altro piccolo borgo arroccato sulle colline del Monferrato.
Anche qui la nostra sosta è breve, ma troviamo subito un punto che merita una pausa: una terrazza panoramica dalla quale si vede un altro piacevole paesaggio, l’ennesimo di questo piccolo tour.
Scattiamo qualche fotografia prima di riprendere il nostro viaggio. Dopo tante curve attraverso le colline, questa vista ci permette quasi di gustarci anche dall’alto il territorio che abbiamo attraversato durante la giornata.

Da qui proseguiamo verso Casale Monferrato, dove termina questa parte del nostro tour e dove ci aspetta la sistemazione di questa seconda notte: un appartamento bello e confortevole.
Il giorno successivo lasciamo l’appartamento e ci dedichiamo alla scoperta del centro storico di Casale Monferrato a piedi.
Dopo diversi giorni trascorsi tra piccoli borghi e strade immerse nella campagna, Casale ci offre un’atmosfera completamente diversa: una vera e propria città, con un centro storico elegante e ricco di testimonianze del suo passato.

Visitato il centro storico di Casale Monferrato, percorriamo i 18 chilometri che ci separano dal Santuario della Madonna di Crea, uno dei luoghi più conosciuti e suggestivi del Monferrato.
Il Santuario, situato sulla sommità del Sacro Monte di Crea, è dedicato alla Madonna Assunta e ha origini molto antiche. Nel corso dei secoli il complesso è stato più volte ampliato e modificato.
All’interno del Santuario troviamo anche un lungo corridoio dove sono esposti numerosi ex voto, testimonianze di persone che nel corso degli anni hanno attribuito alla Madonna di Crea una grazia ricevuta.
Sono soprattutto disegni e piccoli quadri, alcuni molto semplici e altri più dettagliati, che raccontano incidenti, malattie e momenti difficili dai quali chi li ha realizzati ritiene di essere stato salvato o aiutato. Una raccolta particolare, che racconta un aspetto più intimo e popolare della devozione legata a questo luogo.

Lasciato il Sacro Monte ci rimettiamo in cammino e finiamo il nostro giro con un veloce passaggio a Cavagnolo, dove ci fermiamo alla Panchina Gigante per l’ultima sosta del nostro tour.

Una breve pausa per scattare qualche foto e goderci ancora una volta il panorama sulle colline del Monferrato, prima di riprendere la strada verso casa.
Questo viaggio in Vespa ci ha fatto scoprire un modo diverso di viaggiare e, soprattutto, una valida alternativa al camper.
Oggi viaggiare in camper è diventato sempre più impegnativo dal punto di vista dei costi: autostrade, campeggi, aree di sosta e, soprattutto, carburante incidono sempre di più sul budget di un viaggio.
La Vespa, invece, ci permette di muoverci con maggiore semplicità, scegliendo percorsi secondari, fermandoci nei piccoli borghi e assaporando davvero la strada che percorriamo.
È un modo di viaggiare lento, senza la necessità di macinare chilometri, che finora ci sta dando molta soddisfazione.
Certo, siamo ancora nella fase di prova: questi primi itinerari sono stati volutamente brevi, utili per capire se questo nuovo modo di viaggiare fa davvero per noi.
Ma le sensazioni sono decisamente positive. La nostra “Bianca” ci ha accompagnato alla scoperta di strade e paesi che, forse, con il camper avremmo attraversato senza fermarci.
Per ora continuiamo a testare questo nuovo modo di viaggiare, ma l’idea è già quella di passare, poco alla volta, a itinerari più lunghi e decisamente più impegnativi.
Il camper, comunque, rimane il nostro grande compagno di viaggio, ma forse abbiamo trovato una nuova alternativa, una nuova compagna di avventure: più piccola, più lenta e molto più agile.
E chissà dove ci porterà la nostra Bianca nel prossimo viaggio.

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