Sulla via del ritorno dalla Bretagna e Normandia- Cap d’Agde (con bici al seguito)

Ormai da qualche giorno il meteo è cambiato: le giornate di sole hanno lasciato spazio alle condizioni tipiche di questa zona, ovvero una variabilità continua.
Decidiamo quindi di trasferirci nel sud della Francia, passando dall’Oceano Atlantico al Mar Mediterraneo, precisamente a Cap d’Agde. In fondo, il bello del camper è anche questo: poter cambiare rotta quando vuoi.
Facciamo una tappa unica fino a Cap d’Agde: 800 chilometri in circa nove ore di viaggio. Una volta arrivati, e dopo aver trovato posto in un campeggio (dopo ben quattro tentativi andati a vuoto perché tutti pieni), decidiamo di concederci un’altra settimana di vacanza e di relax all’interno del nostro itinerario.
Non c’è molto da raccontare su questa settimana, se non che l’abbiamo dedicata interamente al riposo. Una nota particolare, però, è quella di esserci trovati per caso nel bel mezzo della 36ª edizione della Brescoudos Bike Week, un raduno imperdibile per gli appassionati di moto.
Harley-Davidson, Goldwing, Custom, Trike e tanti altri modelli: migliaia di motociclisti provenienti da tutta la Francia e da tutta Europa hanno animato Cap d’Agde con rombi di motori, colori e musica.

Un’altra nota particolare di questa tappa è stata la pedalata lungo un tratto del Canal du Midi, un canale artificiale di circa 241 chilometri che collega il fiume Garonna al Mar Mediterraneo, tra Tolosa e Sète.
Conosciuto anche come “il canale dei due mari”, perché insieme al Canal de la Garonne unisce idealmente l’Oceano Atlantico al Mediterraneo, è considerato una delle più grandi opere ingegneristiche del XVII secolo. Fu realizzato tra il 1666 e il 1681 per volere di Luigi XIV, su progetto dell’ingegnere Pierre-Paul Riquet, con lo scopo di agevolare il commercio e i trasporti interni evitando la lunga e pericolosa rotta marittima intorno alla Spagna.
Oggi il Canal du Midi è una delle vie d’acqua più suggestive d’Europa, Patrimonio mondiale dell’UNESCO dal 1996, e si snoda tra paesaggi rurali, chiuse, ponti-canale e lunghi viali di platani secolari che ne accompagnano le sponde con la loro ombra.Che sia a piedi, in bici o in barca, vale davvero la pena scoprirlo — tutto d’un fiato o un pezzetto alla volta.
Noi abbiamo percorso un breve tratto in bicicletta, godendoci la quiete e il riflesso degli alberi sull’acqua calma, e siamo stati fortunati: abbiamo anche assistito al passaggio di un barcone attraverso una delle tante chiuse, un piccolo spettacolo di ingegneria e lentezza che racconta perfettamente lo spirito di questo luogo.

Ed infine non ci siamo neanche fatti mancare qualche tramonto in spiaggia.

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