
Dal 7 agosto al 7 SETTEMBRE 2025
Mezzo: Mc Louis MC4 – Ford Transit 2000 170cv
Km percorsi: 3500 km in 52 ore di guida
Spesa carburante camper: 634 €
Consumo medio camper: 9.5 km/lt
Spese per pernottamenti: 560€
Itinerario: Moncenisio – Beaune – Parigi – Etretat – Honfleur – Mont Saint Michel – Dinan – Perros-Guirec – Ploumanach – Concarneau – Quiberon – Auray – Vannes – Port du Bec – Cap d’Agde – Moncenisio
Quest’anno abbiamo un intero mese a disposizione per il nostro viaggio. La meta scelta è la Francia, in particolare la Bretagna e la Normandia: due regioni affascinanti, ricche di storia e di paesaggi unici.
Faccio una premessa, in questo viaggio, volutamente non parlerò e non darò indicazioni sui campeggi dove abbiamo pernottato ma solo sulle aree di sosta e parcheggi.
Partiamo nel pomeriggio del 7 agosto. Per evitare il costo elevato del Traforo del Frejus decidiamo di attraversare il Colle del Moncenisio. Ogni volta che percorriamo questa strada restiamo incantati: la bellezza del panorama ci convince anche stavolta a fermarci per la notte proprio lì.



Trascorrere la notte qui è il modo migliore per dare inizio a un viaggio come il nostro. Dopo una certa ora il silenzio diventa totale, e se capita una serata di luna piena, come è capitato a noi, non resta che alzare lo sguardo, ammirare il panorama e contemplarlo in silenzio.


All’indomani sveglia presto: alle 6 lasciamo il Moncenisio nel buio totale, i fari che fendono la strada deserta ci accompagnano verso l’inizio di un nuovo viaggio e verso la sua prima tappa. Oggi ci attendono 360 km per arrivare a Beaune.
Facciamo sosta nell’area di parcheggio alle coordinate N 47°1’1.9956” E 4°50’10.6584”, comoda anche per mezzi grandi; da qui il centro storico è facilmente raggiungibile a piedi.
Avevamo pensato di passare da Digione, ma l’avevamo già visitata l’anno precedente durante il viaggio in Olanda, così questa volta scegliamo Beaune come tappa intermedia.
Beaune ci accoglie con un centro storico raccolto e facilmente visitabile a piedi. Passeggiando tra le stradine lastricate ci imbattiamo nell’Hôtel-Dieu, con i suoi famosi tetti di maiolica colorata che brillano al sole: un autentico simbolo della città. L’atmosfera è piacevole e rilassata, animata da piccole enoteche e bistrot che ricordano quanto Beaune sia legata alla tradizione del vino borgognone. Un luogo che unisce fascino medievale e cultura enogastronomica.
Quando cala la sera, Beaune si trasforma in un palcoscenico luminoso: le facciate degli edifici storici diventano tele animate da proiezioni che raccontano storie antiche. Il percorso luminoso tocca diversi di questi edifici, collegando quasi per mano un monumento all’altro, e creando magie visive, luci e ombre, colori che si sfumano e cambiano, come se ogni pietra volesse parlare. È un’esperienza che unisce il patrimonio al fascino della notte, e fa percepire Beaune in modo del tutto diverso.





Il giorno dopo ripartiamo presto verso Parigi. Ci siamo già stati tre volte, ma come si fa a passarci accanto senza fermarsi almeno una notte? Facciamo 335 km di statale in circa cinque ore, direzione campeggio, già prenotato e pagato prima della partenza, dove resteremo tre notti.
Il giorno dopo il nostro arrivo lo dedichiamo ai giardini di Versailles. Dal campeggio li raggiungiamo facilmente con un breve viaggio in treno.
Vi consiglio di fare il biglietto prima, su internet, così si salta la coda e si entra subito.
I giardini di Versailles sono un luogo che lascia senza parole. Tutto sembra studiato per colpire lo sguardo e trasmettere un senso di perfezione assoluta. Le siepi potate con precisione geometrica creano prospettive sorprendenti a ogni passo. Ogni dettaglio è curato con una precisione che lascia immaginare la grandezza della corte francese e la volontà di trasformare la natura in uno spettacolo scenografico. È un luogo che incanta, dove ordine e bellezza convivono in un equilibrio perfetto.



Usciti dai giardini di Versailles, ci siamo diretti verso Montmartre.
Montmartre è uno dei quartieri più visitati di Parigi. Si trova su una collina a nord della città, il punto più alto, e da lì regala una vista spettacolare sulla capitale. Al centro di tutto svetta la Basilica del Sacré-Cœur, bianca e maestosa, che con la sua cupola domina l’intero panorama.
Ma Montmartre non è solo la basilica: è fatto di vicoli acciottolati, di scalinate che sembrano non finire mai, di piccoli bistrot e caffè che ancora evocano l’atmosfera degli artisti che un tempo popolavano il quartiere. Qui hanno vissuto e lavorato pittori e poeti come Picasso, Van Gogh, Modigliani, Toulouse-Lautrec. Ancora oggi, nella Place du Tertre, si possono vedere pittori all’opera, pronti a ritrarre passanti o vendere le loro tele.
Passeggiando per le sue stradine, si ha l’impressione di essere in un piccolo villaggio separato dal resto di Parigi, con un’anima autentica e un po’ malinconica.




Il giorno dopo lo dedichiamo a passeggiare per Parigi, senza una meta precisa. Ci siamo lasciati guidare dalle strade, dagli scorci e dall’atmosfera unica della città. A un certo punto, quasi all’improvviso, ci siamo trovati davanti alla Tour Eiffel, che con la sua eleganza domina il cielo parigino. Poco dopo abbiamo costeggiato il Museo del Louvre, custode di tesori inestimabili. La nostra passeggiata ci ha portati anche accanto alla mongolfiera olimpica, ancorata a terra e simbolo dei giochi del 2024, fino ad arrivare all’Arco di Trionfo, imponente e maestoso.
Ma soprattutto, abbiamo potuto finalmente ammirare Notre Dame de Paris dopo l’imponente restauro che ha ridato vita a questo capolavoro, ferito dal terribile incendio.







Apri la seconda parte del viaggio “LA NORMANDIA”
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