12 agosto, ore 6. Si lascia Parigi per puntare verso la costa normanna. Dopo circa 230 km arriviamo a Étretat, poco prima delle 10. Qui, a due passi dalle falesie, ci sono due opzioni perfette per chi viaggia in camper: il campeggio comunale (N 49.700540, E 0.215400) e un’area di sosta più economica (N 49.700040, E 0.216220), praticamente uno accanto all’altro.
Arrivare a Étretat è come entrare in una cartolina. Le famose falesie bianche si innalzano imponenti sull’oceano, scolpite dal vento e dalle maree in forme incredibili: l’Aiguille (l’ago) e l’Arche naturale sembrano opere d’arte create dalla natura stessa.
Il paese è raccolto e accogliente, con case a graticcio e una via principale vivace che porta fino al mare. Passeggiare sulla spiaggia di ciottoli, con lo sguardo che corre verso le scogliere, è un’esperienza che alterna pace e stupore.
Il momento più emozionante è stato salire sul sentiero delle falesie. Da lassù la vista è mozzafiato: il bianco delle rocce, il verde dei prati e l’azzurro profondo dell’oceano si fondono in un paesaggio che ti fa sentire libero.
Étretat è una tappa che lascia il segno: piccola ma intensa, fatta di vento, mare e silenzi che parlano più di mille parole.





Il 13 agosto si riparte da Étretat per raggiungere Honfleur attraversando il maestoso Ponte di Normandia, un colosso d’ingegneria che unisce Le Havre e Honfleur sospeso tra cielo e Senna. Lungo oltre due chilometri, regala un’emozione unica: passarci sopra con il camper dà la sensazione di volare sull’acqua, mentre all’orizzonte si avvicina la pittoresca Honfleur.
Arrivati a destinazione, ci fermiamo in un’area di sosta molto ampia e completamente automatizzata (coordinate: N 49.419270, E 0.241570). Decidiamo di restare qui per tutto il periodo di Ferragosto.
Questa piccola cittadina portuale della Normandia, adagiata sulla riva sud dell’estuario della Senna, è un luogo dove il tempo sembra essersi fermato: sospeso tra mare, arte e romanticismo.
Il cuore di Honfleur è senza dubbio il Vieux Bassin, il vecchio porto circondato da case strette e colorate, con facciate di ardesia che si specchiano sull’acqua. È una scena che sembra dipinta — e non a caso, molti pittori dell’Ottocento venivano qui per catturare la luce mutevole del cielo normanno.
Oggi, al posto dei cavalletti, ci sono ristoranti e café con tavolini affacciati sull’acqua, dove si può gustare un piatto di moules-frites o una galette sorseggiando sidro locale.
Ovviamente, anche noi — nel nostro piccolo — abbiamo immortalato la bellezza di questi scorci incantevoli, cercando di conservare un po’ di quella magia che ha ispirato generazioni di artisti.






Uno dei luoghi più affascinanti è sicuramente la chiesa di Sainte-Catherine, interamente costruita in legno nel XV secolo dai carpentieri navali della zona. La sua struttura ricorda l’interno di una nave rovesciata, e il campanile separato, in una torre di legno a pochi metri di distanza, aggiunge un tocco quasi fiabesco. Entrarci è come fare un salto nel tempo: il profumo del legno, le travi antiche e la luce soffusa creano un’atmosfera unica.





Honfleur è una di quelle tappe che rimangono nel cuore.
È un luogo che invita alla lentezza, alla contemplazione e al piacere delle piccole cose: un caffè al porto, la brezza marina, un angolo nascosto illuminato da un raggio di sole.
Restare qui per quattro giorni si è rivelata una scelta perfetta.
Finita la sosta di Ferragosto, la nostra idea era di proseguire verso la zona dello sbarco in Normandia, in particolare la spiaggia di Omaha. Essendoci già stati, questa volta abbiamo deciso di saltarla e continuare il viaggio altrove.
Ma se non l’avete mai visitata, vi assicuro che merita davvero una sosta. Camminare su quella spiaggia fa sempre un certo effetto: il silenzio, il vento e la memoria di ciò che è accaduto qui rimangono impressi. Poco distante c’è anche il Normandy American Cemetery, facilmente raggiungibile e ben organizzato.
Ripartiamo quindi verso una delle mete più iconiche e turistiche di questo viaggio: Le Mont-Saint-Michel.
Ci aspettano 186 chilometri di strada, e già durante il tragitto iniziamo a discutere sulla scelta della sosta notturna.
Avevamo un’esigenza precisa: poter raggiungere Mont-Saint-Michel anche in tarda serata, perché volevo fotografarlo di notte, illuminato — proprio come avevo fatto dieci anni fa.
Le alternative non mancavano: diverse aree di sosta più economiche, ma piuttosto distanti. Perfette per una visita diurna, ma scomode al buio. Alla fine abbiamo optato per la soluzione più comoda, anche se più costosa: il parcheggio P8 (coordinate: 48°36’30.1″N 1°30’27.9″W), dedicato ai camper.
Da qui si può raggiungere facilmente Mont-Saint-Michel in bicicletta — in tutta sicurezza, anche di notte se si hanno buone luci — oppure utilizzare la navetta gratuita, che parte a soli cinque minuti a piedi dal parcheggio.
Il costo non è dei più bassi (30€ ogni 24 ore, senza allaccio elettrico né carico/scarico acque), ma per noi è stato il compromesso giusto per vivere l’esperienza che desideravamo.
In ogni caso, la zona è ricca di aree di sosta e campeggi, quindi ognuno può scegliere in base alle proprie esigenze e al proprio budget.Non si può venire in questa zona senza visitare Le Mont-Saint-Michel, un luogo che sembra uscito da una fiaba, dove natura e storia si incontrano in modo spettacolare.
Ma, come spesso accade nei luoghi di straordinaria bellezza, il turismo di massa rischia di rovinarne la magia: ad agosto, i flussi di visitatori sono impressionanti e diventa difficile scattare o semplicemente osservare senza fiumi di persone ovunque.
Per gustarci davvero la bellezza del luogo, siamo tornati alle 23, quando la folla si dirada e il Monte si illumina di una luce quasi mistica. Il buio nasconde il panorama intorno, ma regala un’atmosfera sospesa, silenziosa, che vale da sola la sosta.
Sulla sommità del monte sorge la celebre Abbazia benedettina, costruita a partire dal X secolo. Le sue arcate gotiche e la guglia sormontata dall’arcangelo Michele sono visibili da chilometri di distanza. Le viuzze lastricate che portano all’abbazia sono strette e pittoresche, fiancheggiate da locande, piccole botteghe e case in pietra: sembra davvero di tornare indietro nel tempo.
Mont-Saint-Michel cambia volto a seconda dell’ora del giorno: all’alba è silenzioso e quasi mistico, mentre al tramonto si tinge di tonalità calde, dorate e rosate.







Apri la terza parte del viaggio “LA BRETAGNA”
Per essere informati sulle pubblicazioni di nuovi articoli, iscrivetevi alla newsletter!!
inserite il vostro indirizzo mail nell’apposita casella in fondo alla home page e poi confermate l’iscrizione sulla mail che vi arriverà.
SE NON RICEVETE LA MAIL DI CONFERMA CERCATELA DENTRO LA CARTELLA “SPAM”
